domenica 29 marzo 2020

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Ripartire o non ripartire? I pro e i contro

Ripartire o non ripartire? I pro e i contro Ripartire o non ripartire? I pro e i contro

Chiare e decise le parole del presidente della Lega Nazionali Dilettanti Cosimo Sibilia, riguardo alla stagione agonistica sospesa a causa dell’emergenza da Covid-19. Il numero uno del calcio dilettantistico (leggi qui) ha chiarito come dopo (e soprattutto quando), si riuscirà a risolvere i problemi causati dal virus, la priorità sarà la ripartenza dei campionati. Un’ idea da analizzare e capire quali sono i pro e quali i contro. Ma qualsiasi sarà la decisione che prenderanno gli organi federali, si immagina che causerà degli scontenti.

I pro

Il pieno annullamento della stagione appare poco proponibile, specie per le squadre che nei rispettivi tornei erano ad un passo dalla vittoria del torneo e in Abruzzo si possono porre gli esempi di Castelnuovo (Eccellenza), Casalbordino (Girone B di Promozione) e L’Aquila (Girone A di Promozione). E di certo la proposta di Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori-ossia di annullare la stagione e in quella 20/21 di ripartire con gli stessi organici e dare punti di vantaggio a chi si era ben contraddistinto prima della sospensione di quella attuale- non allieva troppo le varie battistrada. Tornare a giocare darebbe un senso di normalità dopo un periodo particolare e sconvolgente. Giusto inoltre precisare che il discorso di ripartire piuttosto che il contrario, non vale solo per l’Abruzzo, ma per tutta l’Italia. Un Comitato non può prendere una decisione diversa rispetto ad un altro. I campionati di Eccellenza sono strettamente collegati con quelli di Serie D. Nel massimo campionato dilettantistico sono previste per quest’anno 36 promozioni dall’ Eccellenza (28 vincitrici per girone, 7 tramite spareggi regionali e la vincente della Coppa Italia Dilettanti). Se la stagione venisse sospesa definitivamente (con promozioni e retrocessioni di ufficio), non ci sarebbero i play off e i play out così come non ci sarebbe la vincente della Coppa Italia Dilettanti e dunque si creerebbe il problema per 8 posti (ed è per questo che probabilmente Sibilia è contrario ai verdetti a tavolino). Inoltre non tutti i campionati sono lunghi rispetto agli altri e ciò creerebbe confusione anche da un punto di vista delle tempistiche. Alcuni di questi tornei erano in dirittura di arrivo come i campionati di Eccellenza in Basilicata, Puglia e Toscana (5 giornate rimaste) e in Abruzzo, Calabria e Sicilia (6 giornate). Giocarsela sul campo sarebbe l’ ipotesi più democratica, ma sarà fattibile?

I contro

Causa dell’imprevedibilità del Coronavirus e di come si evolverà la situazione, è difficile stabilire una data precisa per ridare il via ai campionati. L’ ipotesi di ripartire a ridosso e durante l’ estate è quella che va per la maggiore, proprio per l’ incertezza del domani e quindi a giugno vi è l’ auspicio che l’ emergenza si sia risolta o che sia su quella strada. Partire a fine maggio o inizio giugno, potrebbe implicare di arrivare al mese di luglio, per via dei discorsi di play off e di play out o per competizioni come la Coppa Italia Dilettanti, la Coppa Italia Promozione e la Coppa Mancini. Per questo la stagione 19/20 sarebbe una sorta di “prequel” della 20/21, con l’ inizio dell’annata sportiva solitamente sempre prevista per fine agosto. E poi di mezzo il calciomercato ( con gli svincoli sempre aperti dal 1 luglio, con la stagione 19/20 che potrebbe essere ancora in corso in quel periodo), che dovrà trovare una giusta collocazione. Un altro problema è relativo ai rimborsi spese che le società dovranno retribuire ai propri tesserati. Risorse che arriverebbero dai vari sponsor che hanno deciso di sostenere una determinata società. Sponsor che non sono altro che attività commerciali che in questo periodo non sono operative e che quando ripartiranno dovranno mettere la toppa alle proprie di spese. Problema fondamentalmente omogeneo, ma che potrebbe avere ulteriore valenza per società che ormai hanno poco da dire al campionato. Giocare in estate potrebbe essere un grosso sacrificio per le piccole società che partecipano ai campionati di Prima, Seconda e Terza Categoria, dove il calcio ha funzione prettamente sociale e di divertimento. 

Dilemma ancora non sciolto e che nei prossimi giorni potrebbe avere delle evoluzioni. Vi terremo informati per ulteriori aggiornamenti.

Pierluigi Trombetta




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