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Lega Pro. L’Aquila, dopo Pisa nessun volo pindarico. È il momento di volare bassi

La vittoria porta un po’ di serenità in un momento difficile. Rossoblu ora costretti a lottare per provare a recuperare i tanti rimpianti 

Una storia degna del miglior caso clinico freudiano. Due mesi senza vittorie, 3 soli punti racimolati e tantissima amarezza in mezzo ad un mare di polemiche. Zavettieri vicinissimo all’esonero, confermato da una proprietà che ammette la drammatica colpa di non essere stata vicina alla squadra, spogliatoio in frantumi e mercato di gennaio quasi totalmente rinnegato. Obiettivi che man mano scendono di importanza. Si è passati da dichiarazioni sulla conquista diretta della B, a quelle sulla corsa per un posto nei playoff, fino ad arrivare a sperare che la squadra potesse almeno rialzare la testa per concludere dignitosamente il campionato. Schizofrenia? No, L’Aquila.

I tre punti conquistati all’Arena Garibaldi contro i padroni di casa del Pisa, vera bestia nera del recente passato rossoblù, sono una boccata d’ossigeno importante per tutto l’ambiente in un momento che definire delicato risulterebbe eufemistico. Gli equilibri sono precari, inutile ripeterlo, e i risultati sembrano essere l’unica via per uscire dal tunnel, ritrovare la serenità necessaria a ricompattare il gruppo e per tentare, con le ultime forze a disposizione, di rimettere in carreggiata una stagione che sembrava avviata verso il fallimento.

Come leggere questa vittoria? Sicuramente un grandissimo passo in avanti. Gli episodi, per una volta, sono andati tutti a favore di Pomante e soci. L’infortunio di Morrone nel riscaldamento e l’ingresso tra gli undici nerazzurri di Ricciardi, man of the match di giornata con la sua espulsione che ha spianato la strada verso il successo, hanno aiutato i ragazzi a crederci. E, come è ben noto, la fortuna sa come aiutare gli audaci. Vietato però fare voli pindarici. I tre punti di ieri devono servire come sprone per lavorare e per ritrovare la fiducia in se stessi. Questa squadra ha dimostrato di avere la grandissima capacità di sapersi mettere in difficoltà quando le cose vanno a meraviglia. Ed i rimpianti dopo il fischio finale del Signor Lacagnina ne sono un esempio tangibile.

Credere nei playoff, a questo punto, non è facile. Ma bisogna almeno provare a ragionare gara dopo gara, a fare quanti più punti possibili, per poi ricontare le pecore solo il 10 maggio. Magari affidandosi a quei giocatori che hanno più voglia di rimettersi in discussione. Evitare facili personalismi e donare il proprio aiuto ai compagni. Questo deve essere lo spirito per poter onorare al meglio la casacca rossoblù.

Mercoledì la Spal ci dirà se questi ragazzi sono ancora in grado di lottare per questi colori, e meritarsi sul campo una riconferma per il prossimo anno, o se il 2-0 di Pisa sia stato solo la più classica delle stranezze marzoline.