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Vastese, il puma Iaboni pronto ad azzannare:”Ho ancora fame di vittorie”

Il trequartista, dopo l’ennesimo campionato vinto, si mostra tutt’altro che sazio e guarda già alle prossime sfide
Armando Iaboni (Foto Sivio Laccetti-Zonalocale.it)

Nella Vastese trionfatrice del campionato di Eccellenza, c’è molto di Armando Iaboni, trequartista con il fiuto innato del gol. A Vasto è arrivato via San Nicolò dove in 2 stagioni (con 44 centri) si è guadagnato la fiducia di tutto l’ambiente. Fiducia fondata sulle 29 reti del primo anno (record di marcature nel campionato di Eccellenza) che contribuirono in maniera fondamentale alla promozione in D del San Nicolò. Le buone prestazioni sono poi state confermate l’anno successivo chiuso con 15 centri e la finale play off dei biancazzurri di mister Epifani. 

Quest’anno, al di là degli infortuni che lo hanno attanagliato, il calciatore di Frosinone è riuscito a realizzare 16 reti, diventando un punto di riferimento per i suoi compagni che, nei momenti difficili, si sono aggrappati alla sua esperienza. Lo spogliatoio biancorosso lo ha eletto leader e negli ultimi turni di campionato, a dimostrazione di quanto detto, molte volte lo si è visto (prima delle gare) incitare i suoi compagni riuniti intorno a lui. 

“La stagione appena conclusa è stata ricca di soddisfazioni, non solo sul campo. Voglio ringraziare l’Avvocato Carlo Della Penna, uno degli artefici del mio arrivo a Vasto; aggiungo che persone come lui nel calcio se ne trovano poche, al pari del Presidente Franco Bolami. Ringrazio lui e tutta la società. Mi corre l’obbligo di dire grazie anche al D.S. Franceschini, a mister Colavitto, al Dottor Rucci, al massaggiatore Sergio, al preparatore atletico Ruffilli, a quello dei portieri Cervino, senza dimenticare il consulente Pino De Filippis, il segretario Nardecchia ed il magazziniere Ascatigno. Sin dai primi giorni ho percepito in tutti loro fiducia e stima nei miei confronti e per chi, come me, vive di emozioni è benzina per andare avanti. Un plauso infine, e non per importanza, va ai miei compagni di squadra; su tutti cito Giuliano e D’Alessandro: anche loro dopo anni di calcio hanno ancora voglia di lottare e fare sacrifici”.

-Qual’è il clima che regna a Vasto dopo il trionfo in campionato?

“Ho visto gioia sui volti dei tifosi; tutto ciò mi rende felice perchè Vasto è una piazza che merita grandi palcoscenici. Domenica sera in tanti hanno atteso il nostro rientro per festeggiare la vittoria del campionato e, ammetto, nel vedere così tanta euforia ho provato una forte emozione. Questo mi è da stimolo per continuare a fare sacrifici. Dentro di me c’è un puma ancora affamato di vittorie”. 

-La fama di uomo spogliatoio da cosa deriva?

“Per il sottoscritto è un gran bel complimento. Comunque, oltre alla lunga esperienza maturata in tanti anni di calcio, il segreto è che ancora mi diverto a fare questo lavoro”.

-Nelle ultime giornate ha temuto l’aggancio del Paterno?

“Mai. La Vastese corre a pieni giri da inizio stagione, anche oltre il limite. Un calo, onestamente, lo avevo messo in preventivo”.

Dopo la rete realizzata all’Angolana ha esibito una maglia con dedica ai suoi tifosi. Segno di un grande amore?

“Esatto. In quel momento ho sentito il bisogno di ringraziare tutti i ragazzi della D’Avalos. La loro spinta è stata fondamentale”.

-Iaboni esempio di professionalità in campo e soprattutto fuori….

“Sul campo, sia in allenamento che in gara, bisogna spingere al massimo; al di fuori è importante riposare e recuperare energie. Se si vogliono raggiungere dei traguardi bisogna rinunciare a qualcosa”.

-Tra le tante gioie c’è, invece, qualcosa che non è andato come doveva?

“Si. Durante la preparazione estiva la parte logistica non è stata gestita al meglio. La squadra si spostava in continuazione da un campo all’altro e questo aspetto, a mio avviso, è stato una delle cause dei miei acciacchi. Ero abituato a ritiri nei quali facevo soltanto il tragitto dal campo all’albergo; l’aver cambiato mi ha penalizzato. Tengo a dire, però, che il mio pensiero non deve esser letto come critica, ma come stimolo per preparare al meglio la Serie D”.

-Pensa ad un futuro lontano dal calcio?

“Assolutamente no. Anzi colgo l’occasione per ringraziare mia moglie Valeria e mia figlia Benedetta che ancora sopportano la mia lontananza. Ho promesso loro che vincerò altri tre campionati e poi tornerò a casa”.