Ieri l’ Atletico Civitella Roveto non è riuscito a formalizzare l’ iscrizione al prossimo campionato di Prima categoria. Una forte amarezza per un club storico del territorio marsicano, che quest’ anno erano riusciti non con poche difficoltà ad ottenere una salvezza tranquilla a molte giornate dal termine. Pochi istanti fa lo sfogo del capitano Francesco Tolli, che sul suo profilo Facebook ha pubblicato un posto nella quale si evince tutto rammarico.
“Speravo che questo momento non sarebbe mai arrivato. Dentro di me é rimasta sempre accesa la speranza che tutto poteva risolversi.. Invece non è andata così.
Purtroppo l’interesse nei confronti di questa realtà, in un momento difficile, é stato minimo da parte di molti.
È difficile accettare che sia davvero finita….
È impossibile dimenticare tutto quello che c’é stato!!!
Da quel 27 ottobre 2012 ogni momento trascorso con questa maglia addosso e con questa fascia sul braccio ha rappresentato per me motivo di vanto e orgoglio che nessuno potrà mai capire.
Avrei continuato ancora per anni ma purtroppo non é stato possibile.
Sacrifici, rinunce, gioie, sconfitte, nuove conoscenze, rapporti consolidati e la certezza di aver creato un esempio a cui ispirarsi, però, nessuno lo porterà via.
Non mi é mai piaciuto fare “chiacchiere da bar” in riferimento a cose serie e l’Atletico é una di queste. Nelle ultime settimane tutti si sono sentiti in dovere di commentare, di esporre il proprio pensiero e, in alcuni casi, di cercare il responsabile di questa situazione. Se tutti noi, invece, avessimo fatto cerchio comune, oggi staremmo parlando di altro.
Per ciò che riguarda la situazione del campo sportivo non mi va neppure di analizzarla, innanzitutto perché non sono competente per farlo e in secondo luogo perché é evidente a molti. Mi piace pensare al suo lato “romantico”, al luogo in cui si sono consumate bellissime giornate di sport, di vittorie e di sconfitte, di una squadra di calcio e di una tribuna intera che erano diventate una cosa sola e che, in un modo o nell’altro, per quelle due ore avevano uno scopo comune, quello di divertirsi e di condividere qualcosa insieme.
Tutto questo non ci sarà più ed è un danno enorme.
Io, però, sono certo di una cosa: quello che ho fatto per questa maglia, per 7 anni senza alcuna interruzione, mi rende orgoglioso e nessuno me lo porterà mai via.“

