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Ripresa delle attività giovanili. La risposta di Cherubini a Ortolano

“Le responsabilità per la sospensione delle attività non possono essere delle società, ma della Lega. A me tutto ciò sembra assurdo.”

Nella giornata di ieri ha avuto luogo una riunione tra i vertici della Lnd Abruzzo e le società rappresentanti i settori giovanili del panorama calcistico abruzzese.  L’inizio dei campionati giovanili avranno luogo il 25 ottobre a partire dall’under 17 regionale. Tema del dibattito è stato, il come comportarsi in un momento così delicato. Se vale pena iniziare la stagione oppure se conviene aspettare tempi migliori è l’interrogativo che si pone. Nella riunione la maggior parte delle società ha dato parere positivo a iniziare la stagione senza rinvii.

C’è chi d’altro canto puntualizza come queste decisioni sono al di sopra delle società è che deve essere il consiglio direttivo della Lnd Abruzzo a prendere di petto la situazione.

A tal proposito, riceviamo le parole del dg dell’Amiternina Valdo Cherubini, ieri presente nella riunione:

Ho discusso con il presidente Ortolano riguardo alla sospensione o meno circa le attività giovanili. Ci è stato detto che ciò è a discrezione delle società del comprensorio. Per me è una cosa assurda. Queste responsabilità non possono essere prese da noi, ma dalla Lega. Ci rendiamo conto o no che ci troviamo in una situazione tutt’altro che normale? Nelle nostre sedute di allenamento, i ragazzi sono diminuiti della metà e questo discorso vale anche per altre società. I genitori non mandano i figli ad allenarsi, sia per timore, sia perché magari sono in quarantena preventiva.   Per fare un esempio, in una scuola superiore qui a L’Aquila sono state messe in quarantena già tre/quattro classi. Ad Avezzano ne é stata chiusa una. Il problema c’è e come tale va affrontato. Io sulla ripartenza ci penserei due volte. Poi sennò  succede come in Promozione che su 7 partite ne giocano 3 e basta un raffreddore o un po’ di febbre per rinviare una partita. Il problema è serio e lo deve affrontare la Lega, perché ci possono essere società pronte e società meno pronte. Chi non riconosce il problema, sta fuori dal mondo. “