Un’altra giornata di Serie D è giunta al termine, almeno così si far per dire.
Anche il sesto turno, così come il quinto è stato fortemente condizionato dai numerosi rinvii per causa di forza maggiore o meglio, per motivi precauzionali al fine di evitare il contagio per Covid.
Le gare non giocate nel Girone F sono una in più rispetto alla giornata precedente (cinque le gare rinviate nella sesta, quattro nella quinta). Più in generale sono 48 su 83 le gare del massimo campionato dilettantistico che nella giornata odierna non hanno avuto svolgimento. Nel Girone D e nel Girone E sette gare su nove sono state rinviate, addirittura nel Girone G solamente una gara ha potuto avere luogo su un turno composto da nove partite.
Insomma la situazione non è cambiata, anzi in molti gironi è peggiorata. Discorso che non sembra essere tanto diverso rispetto ai campionati di interesse regionale come l’Eccellenza e la Promozione che dopo i tanti rinvii si è deciso per la sospensione (almeno) di un mese.
Inizialmente si era ipotizzato che per il “campionato d’Italia” si potesse utilizzare il protocollo dei professionisti. In questo caso si ovviava ai molteplici rinvii avvenuti nelle ultime giornate; se con il protocollo attuale basta avere un contagiato o presunto per far saltare la gara a data da destinarsi, con il protocollo dei professionisti si isolava il contagiato e coloro che risultavano negativi al tampone potevano continuare la stagione agonistica. Il grosso interrogativo che emergeva tuttavia era il seguente: può essere sostenibile da un punto di vista dei costi? Evidentemente no ed infatti pare che la Lnd non stia prendendo in considerazione l’ipotesi del protocollo usato in A, in B e in C. Per questa ipotesi dovrebbero ricorrere in modo costante al prelievo dei tamponi e le cifre sborsate potrebbero non essere sostenibili per tutti i club.
Di certo la Serie D è un campionato particolare perché dilettantistico, ma di fatto composto da giocatori professionisti, nel senso che praticano l’attività calcistica come un lavoro.
Situazione non facile da gestire, domani la Lnd dovrebbe pronunciarsi a riguardo con una nota ufficiale. In entrambi casi ci dovranno essere dei chiarimenti: si continuerà con i campionati? In che modo? Oppure, se si sospenderanno quale sarà la soluzione per sostenere l’azienda calcio?
Pierluigi Trombetta

