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Eccellenza femminile, Tinari: ‘Proveremo qualcosa di alternativo’

Il “calcio femminile per una questione di cultura” appare essere un progetto molto interessante accomunato da passione e ambizione, anche se ad oggi risulta essere una sfida molto impegnativa.

Innanzitutto, tra i problemi c’è quello della crisi economica causata dalla pandemia che influisce su tutti i settori, compreso il mondo del calcio e la femminile non fa eccezione.

Inoltre, facendo l’esempio  dell’Eccellenza femminile abruzzese, tale campionato era composto da 6 squadre tra cui la molisana Campodipietra. Ci sono poi il Fresa, il Guardiagrele, l’Olimpia Femminile, l’Unione Aquilana e L’Aquila 1927, quest’ultime che avrebbero dovuto muoversi su uno stesso bacino territoriale. Il 15 febbraio c’è stata la nascita del Pucetta femminile.

Stando alle ultime comunicazioni, la Lnd ha dato il via libera alla ripartenza in Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Sardegna, Sicilia e Veneto e ognuna di queste regioni avrà diritto ad una promozione alla categoria superiore. Tra queste dunque è assente l’Abruzzo. Queste le parole della Responsabile Laura Tinari:

Alle squadre che si erano iscritte al campionato 20/21 quando c’è stato la possibilità di equiparazione dell’Eccellenza femminile, a campionato di interesse nazionale abbiamo chiesto alle società di rinnovare la loro disponibilità, ma data la situazione con metà regione in zona rossa soltanto 3 hanno dato la disponibilità, un numero non sufficiente. Stiamo lavorando sul rispetto di quelle che sono le normative nazionali e federali per organizzare qualcosa di alternativo ad un campionato come una coppa o un trofeo. In modo tale da dare la possibilità alle società che vogliono giocare di tornare a farlo. Il problema tra la 27 e l’Aquilana?  È  un problema interno tra le società di cui il Comitato non entra in merito. Nella provincia dell’Aquila e di Chieti abbiamo avuto diversi consensi da un punto di vista delle iscrizioni.  Siamo un po’ scoperti sulla provincia di Teramo, ma siamo sicuri che con la Commissione Pari Opportunità riusciremo a stimolare anche quel territorio.”

Pierluigi Trombetta