Il calcio aquilano, e non solo, piange la scomparsa di Vincenzo Dionisi (dalla sua oltre 300 gare tra Serie C e D), per anni calciatore rossoblù, prima di intraprendere il percorso da allenatore. 74 anni, Dionisi, era malato da tempo.
La carriera. Centrocampista di qualità, dopo gli inizi con le Acli, il passaggio, a soli 17 anni, a L’Aquila Calcio (Serie C), che fece da prologo all’approdo, sempre in terza serie, nelle fila del Cosenza dove rimase tre stagioni. Conclusa la parentesi calabrese militó nell‘Ascoli (intervallato dal ritorno in prestito proprio a L’Aquila), la cui avventura si concluse con l’arrivo al Rieti. Dei reatini è stato anche capitano. Appesi gli scarpini al chiodo intraprese la carriera da allenatore, che lo vide sedersi sulle panchine de L’Aquila (Eccellenza e settore giovanile), Paganica, L’Aquila 99, Monticchio e Pizzoli.
“Mi sono avvicinato al calcio grazie a zio Vincenzo-il commento commosso dell’ex portiere Mauro Lauri, con un passato nella Primavera del Cagliari.” Grazie a lui–aggiunge-ho avuto modo di conoscere i vari Di Mascio, Comisso, Pozzar e Grigoletti. Veri idoli, allora, per un bambino della mia età che si avvicinava a questo mondo. Porterò con me la sua bontà“.

