Oggi al San Marco di Pescara (ore 16:30) lo spareggio salvezza: biancazzurri con due risultati su tre, il San Salvo chiamato all’impresa esterna per evitare la retrocessione.
È una di quelle domeniche che valgono una stagione intera, se non di più. Alle 16:30 allo stadio San Marco di Pescara si consumerà l’ultimo atto dei play-out di Eccellenza: in campo i padroni di casa della Folgore Delfino Curi Pescara e il San Salvo, in un match che decreterà chi resterà nella categoria e chi, invece, dovrà ripartire dalla Promozione.
Il Delfino Curi arriva all’appuntamento dopo la sconfitta contro la Pro Vasto, che domenica scorsa ha conquistato la permanenza. Diverso l’epilogo per il San Salvo, che ha strappato un pari a Lanciano nei supplementari (1-1) ma senza riuscire a ottenere la salvezza. Ora non ci sono più margini d’errore: chi sbaglia, saluta l’Eccellenza.
Per i biancazzurri di mister Cichella, il regolamento offre un vantaggio: potranno contare sul fattore campo e su due risultati su tre. In caso di pareggio al termine dei tempi regolamentari, si andrà ai supplementari, ma anche un’ulteriore parità sorriderebbe ai pescaresi in virtù del miglior piazzamento in classifica (14ª posizione con 39 punti). E pensare che a inizio stagione il club biancazzurro puntava ai play-off: ambizioni che si sono sgonfiate strada facendo, fino a trasformarsi in una corsa affannosa per evitare la retrocessione.
Dall’altra parte, il San Salvo dovrà compiere un’autentica impresa. La vittoria fuori casa manca da oltre cinque mesi e, nel 2025, non è mai arrivata. Una statistica pesante, soprattutto in una gara senza appello.
Dopo aver superato lo Spoltore e pareggiato a Lanciano, gli uomini di mister Precali hanno mostrato segnali di crescita, ma ora serve il colpo grosso. Il tecnico dovrà fare a meno dello squalificato Scarimbolo sulla destra: al suo posto ci sarà Sannino.
Sul fronte opposto, mister Cichella – subentrato a Bonati ad inizio aprile – dovrebbe confermare in blocco la formazione vista contro la Pro Vasto.
Sarà una battaglia. Per la categoria. Per l’orgoglio. Per non cancellare con un colpo di spugna un anno intero.

