Il rumore delle manette è partito da Ginevra, ma l’eco è arrivato fino in Abruzzo. La WIP Finance, società elvetica proprietaria dell’85% delle quote del Chieti calcio, è stata sciolta per fallimento con decisione ufficiale della Prefettura del Distretto di Lugano.
Il provvedimento, pubblicato sul Foglio Ufficiale di Commercio del Canton Ticino, segna la fine di un progetto ambizioso che, tra annunci faraonici e promesse di rivoluzione sportiva, si è rivelato un castello di carta.
L’inchiesta, come riporta “Il Centro”, che ha travolto il gruppo — con l’arresto dell’ex manager per truffa, appropriazione indebita e riciclaggio — ha messo la parola fine su una rete di affari e partnership mai decollate, nonostante la presentazione “in grande stile” alla Camera dei Deputati.
Sulla vicenda è intervenuto il presidente del Chieti calcio, Gianni Di Labio, che, pur senza entrare nel merito delle questioni giudiziarie, ha voluto tranquillizzare l’ambiente:
“Non temiamo contraccolpi. La gestione economica del club si basa su flussi di cassa garantiti dagli sponsor. Il fallimento della WIP Finance non inciderà sul futuro della società.”
Il numero uno teatino ha aggiunto che sarà necessario chiarire il destino delle quote ora congelate, ma ha assicurato che “la situazione si definirà in corso d’opera”.
Silenzio invece da parte del patron Altair D’Arcangelo, ancora non intervenuto pubblicamente dopo la notizia che di fatto chiude, anche sul piano commerciale, l’avventura della holding svizzera nel calcio abruzzese.

