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Scontri L’Aquila–Sambenedettese: 22 tifosi indagati. 9 rossoblù e 13 della Samb

Sono 22 gli indagati per gli scontri avvenuti al termine del big match di gennaio scorso tra L’Aquila Calcio e Sambenedettese allo stadio Gran Sasso d’Italia.
Nove tifosi aquilani e tredici ospiti dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di invasione di campo, rissa, travisamento e porto di oggetti atti ad offendere, come riportato da Il Messaggero.

Quel giorno la gara terminò 0-3 per la squadra marchigiana, ma gli episodi sportivi passarono in secondo piano: parte delle due tifoserie si fronteggiò all’interno del terreno di gioco, lanciando aste di bandiere, pugni e calci. Una scena desolante in uno stadio progettato “senza barriere”, simbolo di un calcio più civile e partecipato.

Gli agenti della Digos dell’Aquila hanno analizzato oltre 30 gigabyte di immagini in tempi record, individuando i responsabili e facendo scattare numerosi Daspo — alcuni fino a sei anni — già nelle ore successive ai fatti. Ora alle sanzioni amministrative si aggiungono le conseguenze penali.

I nove aquilani indagati sono difesi dagli avvocati Coltelli, Spadolini, Valentini, Costantini, Di Salvatore e Contucci. Tutti gli indagati entro venti giorni potranno chiedere di essere interrogati o presentare memorie difensive al sostituto procuratore della Procura della Repubblica di L’Aquila, Ugo Timpano.

Tra i ventidue indagati figurano anche due volti noti della tifoseria rossoblù. Nessuna responsabilità, al momento, viene contestata ai due club.

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