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L’Aquila, un copione che si ripete: tutto cambia, nulla cambia

Dal caso Epifani a Pochesci, passando per Pagliari e De Feudis: una panchina che scotta e una società ancora divisa tra anime diverse.

“Tutto cambia, nulla cambia.” È la sintesi perfetta delle ultime stagioni de L’Aquila 1927, un club che da anni sembra vivere in un ciclo infinito di entusiasmi e scosse, nuovi progetti e vecchie abitudini.

Basta guardarsi indietro. Era la stagione 2023/2024 quando, dopo la vittoria esterna di Fano, Massimo Epifani (mister che portò L’Aquila dall’Eccellenza alla Serie D) venne esonerato alla nona giornata — nonostante un -7 dalla vetta e un gruppo che, in quell’occasione, aveva mostrato compattezza andando ad abbracciare il proprio allenatore dopo il gol del vantaggio. Al suo posto arrivò Roberto Cappellacci, che al termine di un mercato invernale movimentato, fatto di acquisti e cessioni in serie, chiuse secondo in classifica dietro al Campobasso.

La stagione successiva si aprì ancora con Cappellacci però delle incomprensioni, tra fine luglio e inizio agosto, tra il tecnico di Tortoreto e la proprietà della “squadra della gente” portò alla sua sostituzione con Giovanni Pagliari, tecnico di grande esperienza e già protagonista in rossoblù tra il 2013 e il 2014 con la promozione in C1 e i playoff, persi contro il Pisa, per la promozione in Serie B. Ma anche la sua avventura nella stagione 2024/25 finì presto: dimissioni alla decima giornata, con la squadra a -8 dalla vetta.

Il 6 novembre 2024 toccò a Michele De Feudis, già vice di Cappellacci non a L’Aquila, raccogliere il testimone. Ma anche per lui dopo la sconfitta interna contro la Vigor Senigallia, il 6 aprile 2025 arrivò un nuovo esonero, seguito dall’ingaggio di Luigi Durastante, anch’egli ex vice del tecnico di Tortoreto e di Massimo Epifani.

La nuova stagione, segnata dall’ingresso dei holding Baiocco — che con la loro società di capitali hanno acquisito il 49% del club — sembrava poter aprire una fase diversa. I nuovi soci, che non hanno una esperienza approfondita del sistema calcio, si erano assunti la responsabilità dell’area tecnica, scegliendo Sandro Pochesci come allenatore e un nuovo direttore sportivo: Gianluca Rossini (due ex Avezzano). Ma dopo nove giornate e la pesante sconfitta di ieri contro Sora, anche questa volta la pazienza è durata poco.

In un primo momento, il presidente Baiocco aveva dichiarato che “a caldo non si prendono decisioni” e che si sarebbe riunito il Consiglio di Amministrazione per valutare il da farsi. Ma dopo poche ore (20.40 circa), la società ha ufficializzato l’esonero di Pochesci.

Dalle ultime indiscrezioni, il “confronto” interno tra le due anime societarie, già oggetto di voci nelle settimane precedenti, avrebbero raggiunto un punto di accordo. Non solo la guida tecnica, ma anche la posizione del direttore sportivo sarebbe ora sotto esame, come trapelato nel dibattito televisivo serale che ha seguito la gara.

Una situazione che riporta alla memoria un copione ormai noto: Epifani alla nona giornata, Pagliari alla decima, Pochesci alla nona.
Un’alternanza che sembra raccontare più di mille parole la difficoltà di trovare stabilità e visione unitaria in una società unica nel suo genere, dove ogni decisione tecnica sembra riflettere un equilibrio precario tra gruppi e strategie diverse. “Tutto cambia, nulla cambia.”

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