Il presidente ammette i problemi, annuncia provvedimenti per i giocatori e punta sui giovani per risalire la china.
Nel clima teso che circonda il Chieti Calcio, il presidente Di Labio si esprime con sincerità sulle contestazioni della tifoseria, riconoscendo la legittimità delle critiche ma sottolineando anche l’impegno e la passione di chi segue la squadra in ogni trasferta. La delusione più grande è per i ragazzi in campo, che non riescono a offrire la prestazione attesa: «Sono convinto che molti non meritino di indossare questa maglia e dovremo prendere decisioni dure», ammette il presidente, che continua “vi è un ritardo sullo stipendio di settembre, è vero, ma sarà saldato. Non può essere questa la scusa per la prestazione odierna”
L’ipotesi che prende sempre più corpo è quella di affidarsi ai giovani della juniores (è una provocazione), che potrebbero dare nuova linfa e orgoglio a un club in difficoltà. La situazione in classifica è preoccupante, con il Chieti in zona playout e con un divario abissale dalle prime posizioni. Nonostante ciò, il presidente non getta la spugna e vede nella testa della squadra la chiave per risalire la china: «Il livello della nostra squadra è più alto di quello dimostrato, devono solo mettere la testa a posto».
Un appello chiaro ai giocatori: o si ritrovano oppure lasceranno spazio ai ragazzi giovani, pronti a raccogliere la sfida di rappresentare con orgoglio il Chieti. La stagione è ancora aperta, ma il tempo stringe e serve un cambio di passo decisivo.

