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L’Aquila crolla nel derby: tifosi sul piede di guerra, società nel mirino

Solo l’attacco regge, ma le critiche verso la dirigenza crescono: “Serve una rivoluzione immediata”

Dopo il pesante 5-2 subìto nel derby contro il Teramo, L’Aquila vive una nuova crisi profonda. L’unico reparto che ha mostrato orgoglio è stato l’attacco, con Sparacello e Di Renzo autori di reti e combattività, mentre il resto della squadra ha offerto una prestazione opaca e deludente.

La tifoseria non ha risparmiato critiche dure, rivolte tanto ai “Gemelli” quanto all’area vicina a “Baiocco“. Le contestazioni, soprattutto sui social, non riguardano solo le scelte dell’attuale allenatore o il periodo post-Baiocco, ma l’intera gestione societaria. Negli anni, la società è accusata di aver smantellato squadre competitive, accantonando calciatori oggi protagonisti altrove e di aver puntato su elementi meno motivati, generando una squadra priva di identità e con una difesa fragile.

Tre anni di risultati deludenti, sette allenatori cambiati in 3 stragioni e spese milionarie senza un progetto chiaro stanno esasperando i tifosi, che parlano apertamente di incompetenza dirigenziale.

L’Aquila si ritrova adesso a -11 dalla capolista e molti suggeriscono di ripensare a una stagione di transizione, se la società tutta, con un bagno di umilità, “chiedesse scusa alla Città” e fosse in grado di farlo.

I continui cambi in panchina, la mancanza di programmazione e scelte dirigenziali improvvisate hanno compromesso tutte le stagioni in Serie D. L’appello dei tifosi è chiaro: servono figure professionali in grado di costruire una squadra e una società all’altezza della città, con una gestione oculata e lungimirante, senza sprechi.

L’esempio da seguire arriva anche da piazze più piccole, che con budget limitati hanno e stanno ottenendo risultati importanti puntando su allenatori capaci e strategie mirate, dimostrando che la qualità e la competenza contano più degli ingaggi faraonici a tanti zero.

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