Quaranta presenze in Serie D, con le maglie di Nereto e Avezzano, e due campionati di Eccellenza alle spalle con le maglie di Pontevomano e Sambuceto. Sono questi i numeri del classe 2000, Salvatore Scatozza, oggi uno dei perni della terza linea della Rosetana, vice-capolista del girone A di Promozione dietro l’Avezzano. Insieme al “socio” Scipioni forma delle una coppie difensive più assortite del campionato e i numeri sono dalla parte degli adriatici che, alla voce “reti subite”, fanno registrare un saldo di 11. Il resto lo ha fatto il club, grazie al lavoro del presidente, Pino Lamedica, uno che alla forma ha sempre anteposto la sostanza, del trainer, Matteo e del vice D’Eugenio. Il tutto senza dimenticare la presenza silenziosa, ma importante, del duo Mazzocchetti- Assogna, rispettivamente DG e DS. Tutti, stanno dimostrando di meritare un altro palcoscenico (inteso come l’Eccellenza).
Ma torniamo a Scatozza: ravennate trapiantato in Abruzzo, il calciatore, approfittando della sosta del campionato, ha fatto il punto della situazione in casa adriatica.
“Viviamo un buon momento – ha esordito Il difensore. “Sappiamo di non aver fatto ancora nulla, ma la striscia positiva fatta registrare certifica il lavoro alacre di staff tecnico, calciatori e dirigenza. Vietato abbassare la guardia; crediamo, anzi, di dover dare ancora di più”.
Sul campionato:”Vogliamo continuare a dire la nostra il più a lungo possibile – ha sottolineato. “Sappiamo che l’Avezzano è la principale favorita per il salto di categoria, ma questo non deve distrarci. C’è ancora un girone di ritorno da affrontare e può succedere di tutto. Una cosa è certa: anche la Rosetana vuole l’ Eccellenza”.

