Ci sono vittorie che non si decidono sul rettangolo verde e trofei che non trovano spazio in bacheca, ma restano scolpiti nel cuore. È questo il senso della consueta visita natalizia che una delegazione del Montereale Calcio, composta da calciatori e dirigenti, ha tenuto presso la Casa Famiglia di San Gregorio.
In un periodo dell’anno in cui le luci e i festeggiamenti rischiano di far dimenticare chi vive situazioni di fragilità , la società sportiva ha scelto di scendere in campo per la partita più importante: quella della solidarietà .
Una giornata di sorrisi e condivisione
L’incontro, ormai diventato un appuntamento fisso nel calendario sociale del club, ha trasformato un normale pomeriggio in una vera festa dell’inclusione. I calciatori hanno svestito i panni degli atleti per diventare compagni di giochi e ascoltatori attenti, portando con sé non solo doni e gadget ufficiali, ma soprattutto tempo e calore umano.
“Vedere lo stupore e la gioia negli occhi di questi ragazzi è il regalo più grande che potessimo ricevere,” – Ha commentato un dirigente del Montereale Calcio Angelo Zanfini – “Lo sport ha il dovere morale di abbattere le barriere e ricordarci che facciamo tutti parte di una stessa, grande squadra.”
Oltre il calcio: il valore dell’inclusione
Tra una foto ricordo e una fetta di panettone, l’atmosfera è stata scandita dalla spensieratezza. Per gli ospiti della struttura, la visita rappresenta un momento di profonda connessione con il territorio e un sollievo dalla routine quotidiana. Per il Montereale Calcio, è la conferma che l’identità di un club si costruisce anche, e soprattutto, attraverso il legame con la comunità e il sostegno ai più deboli.
In questi giorni di festa, il messaggio che arriva da San Gregorio è chiaro: la vera forza non sta nei muscoli o nei risultati della classifica, ma nella capacità di tendere la mano e regalare un sorriso a chi è meno fortunato.

