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Tonino Valbruni, ecco il re delle promozioni

Nove salti di categoria, record e memoria storica del calcio abruzzese

Ci sono numeri che raccontano una carriera meglio di qualunque aggettivo. Quelli di Tonino Valbruni, classe 1943, parlano chiaro: nove promozioni conquistate da allenatore, un primato che in Abruzzo ha pochissimi eguali, sottolineato anche dalla rubrica della Lnd Abruzzo, e che lo consacra di diritto tra le figure più vincenti e longeve del calcio dilettantistico regionale.

Sei di queste promozioni hanno significato il salto diretto dalla Promozione all’Eccellenza, guidando piazze storiche come Teramo, Atri, Montorio, Alba Adriatica, Santegidiese e Notaresco. In realtà il conto salirebbe a sette se si considera anche l’impresa con il Tortoreto, quando dalla Promozione si accedeva direttamente alla Quarta Serie, l’attuale Serie D. A completare il palmarès, le vittorie con Campli in Seconda Categoria e con Torricella Sicura in Prima, oltre a due Coppe Mancini alzate con Montorio e Alba Adriatica.

Un percorso che avrebbe potuto essere ancora più ricco. Valbruni ricorda infatti i tre secondi posti ottenuti subentrando in corsa a Nereto, Atri e Alba Adriatica, quest’ultima sfiorando l’Interregionale per un rigore fallito all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Esperienze che si sommano alle stagioni vissute in Quarta Serie sulle panchine di Pineto e Sulmona, oltre alle tappe di Penne e Pianella. In oltre quarant’anni di carriera, soltanto due esoneri, entrambi maturati in modo paradossale, uno dei quali con il Silvi mentre la squadra era in testa alla classifica.

Nato e residente a Teramo, Valbruni ha affiancato al calcio una lunga carriera lavorativa come tecnico di radiologia. Prima della panchina, anche una brillante parentesi da calciatore dilettante: circa cento gol da attaccante tra Teramo, Giulianova e Atri, con un’esperienza che resta un unicum nella storia regionale, quella con la Nazionale Dilettanti, con cui ha disputato otto partite segnando sei reti. Indimenticabile il gol del 1969 contro la Grecia, che spalancò al Teramo le porte del ripescaggio in Serie D.

Da allenatore ha costruito rapporti solidi e duraturi, legandosi in particolare a presidenti come Luciano Campitelli, Lino Casaula e Sergio Di Leonardo. Il ricordo più caro resta però il campionato di Promozione vinto con il Real Teramo, chiuso con 91 punti, record assoluto tuttora imbattuto. Tra le imprese più significative anche la salvezza in Eccellenza con il Pianella, centrata dopo un girone d’andata da ultima in classifica, e la rimonta storica con l’Alba Adriatica, portata al titolo partendo da quindici punti di distacco.

Il suo marchio di fabbrica tattico è stato il 3-5-2, applicato quando ancora rappresentava una novità, ispirato dal maestro Tom Rosati. Oggi Valbruni non siede più in panchina, non per scelta personale, ma continua a vivere il calcio da opinionista televisivo e da spettatore attento, seguendo da vicino il “suo” Teramo, di cui è anche abbonato nonostante una tessera federale che gli garantirebbe l’ingresso gratuito come premio alla carriera.

Sul calcio di oggi il giudizio resta netto e senza filtri: meno genuino rispetto al passato, troppo condizionato dai procuratori. Ma la passione resta intatta, così come il peso di una carriera che ha lasciato tracce profonde nella storia del calcio abruzzese.

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