L’idillio spezzato tra il “Pocho”Banegas e L’Aquila 1927 continua a far rumore. Il “Pocho”, intervenuto durante la trasmissione “La Domenica Sportiva”, ha deciso di spiegare senza filtri le ragioni che lo hanno portato a svestire la maglia rossoblù. Una scelta sofferta, dettata non da mancanze della società, ma da un rapporto mai sbocciato con la nuova gestione tecnica.
“Mai al centro del progetto”
Banegas ha parlato a cuore aperto, ribadendo la sua stima verso il club ma puntando il dito sulla gestione di campo:
“Con mister Fucili non avevo dialoghi. Non mi sono mai sentito al centro del progetto come è stato negli ultimi due anni, tanto da non essere riuscito a finire mai una gara dal suo arrivo.
Sono stato messo fuori nella partita più importante contro il Teramo. Ho provato a cercare di parlarci per non arrivare al punto di andar via ma non è servito. In sostanza sono stato obbligato a dover andar via. Mi dispiace per la gente, per i miei compagni, averli lasciati a metà Gennaio quando con loro ci siamo sempre detti di non mollare.
Un concetto, quello della mancanza di centralità, che era già trapelato tra le lacrime del video di saluto diventato virale sui social. Il fantasista argentino ha voluto chiarire la situazione per rispetto della città:
“Non ero tra le prime scelte del mister. Ognuno vede il calcio a modo suo, ma è giusto che i tifosi sappiano la verità: io e la mia famiglia siamo stati accolti come figli, ma tecnicamente ero ormai fuori dal nuovo corso. Ho una certa età e penso di essermi meritato sul campo un trattamento e una considerazione che meritavo”.
Un addio che scotta: tifoseria in rivolta.
Le parole di Banegas cadono come un macigno su un ambiente già surriscaldato. Il deludente pareggio contro il Castelfidardo non ha fatto altro che alimentare il malumore di una piazza che vede il progetto tecnico “ufficialmente fallito”.
I punti critici della vicenda:
- Gestione Tecnica: L’incompatibilità tra il calciatore più rappresentativo e l’allenatore.
- Mercato Invernale: Una rivoluzione che, a conti fatti, ha portato zero benefici in termini di punti.
- Rapporto con il Pubblico: La partenza del “Pocho” ha creato una ferita profonda, rischiando di svuotare lo stadio proprio nel momento del bisogno.
L’addio di Banegas non è solo la perdita di un giocatore di talento, ma il simbolo di una spaccatura interna che ora la società dovrà gestire con estrema cautela. Con una tifoseria ormai al limite della pazienza, il rischio di un distacco definitivo tra la squadra e la città è più concreto che mai.

