All’Ancona non trema il polso quando il livello si alza: al Del Conero i biancorossi piegano 2-1 l’Atletico Ascoli, spezzano l’imbattibilità degli ascolani e restano pienamente agganciati al treno di vertice, con lo sguardo fisso sull’Ostiamare e il Teramo affiancato in classifica. Un successo da squadra vera, costruito in un primo tempo di dominio tecnico e nervo competitivo, in cui la formazione di Maurizi ha mostrato, ancora una volta, di avere gamba, idee e personalità da candidata dichiarata al salto di categoria.
L’architettura del pomeriggio perfetto porta firme pesanti. Al 14’ Gerbaudo inventa un capolavoro dai trenta metri, una traiettoria imprendibile che fa esplodere il Del Conero e indirizza il match sui binari marchigiani. Passano appena quattro minuti e Zini raddoppia, capitalizzando il momento d’oro di un’Ancona che pressa alta, soffoca la costruzione ascolana con Zini, Attasi, Pecci e Kouko e costringe la squadra di Seccardini a snaturarsi, allungandosi in maniera pericolosa. Salvati si oppone da campione al colpo di testa di Mazzarani e manda i suoi al riposo sul 2-0, risultato che fotografa alla perfezione l’inerzia del primo tempo.
Nella ripresa l’Ancona ha sul piede di Attasi il match point del 3-0, ma l’errore sotto porta tiene viva l’Atletico Ascoli, che trova coraggio e crea la più grande chance con Sardo, il cui destro bacia il palo dopo il tocco di Salvati. Nel finale, l’errore di Rovinelli apre la porta al 2-1 di Muro, che rende rovente l’ultimo scorcio di gara senza però rovinare la festa dorica. Triplice fischio, applausi a scena aperta per un’Ancona che infrange il fortino ascolano, mette in vetrina le giocate di classe di Gerbaudo e la concretezza di Zini e aggiunge un altro tassello pesante alla propria corsa d’alta quota.

