La LND verso una riforma strutturale: meno gironi, più squadre per raggruppamento e nuove regole sugli organici
Il calcio dilettantistico italiano si prepara a vivere una svolta epocale. La Serie D, massimo campionato nazionale non professionistico, ĆØ infatti destinata a cambiare volto a partire dalla stagione 2026/27, con una riforma strutturale che potrebbe incidere profondamente sugli equilibri sportivi e amministrativi di decine di societĆ .
Da mesi il tema è al centro di discussioni tra dirigenti, addetti ai lavori e tecnici, ma ora la prospettiva appare sempre più concreta e definita. Non si tratta più di una semplice ipotesi: la Lega Nazionale Dilettanti sta lavorando a una nuova architettura del torneo.
La nuova Serie D: meno gironi, più squadre
Lāattuale format prevede 9 gironi da 18 squadre, per un totale di 162 club. Il progetto di riforma, invece, punta a una riduzione dei gironi a 8, ciascuno composto da 20 squadre, per un totale complessivo di 160 partecipanti.
Un cambiamento solo apparentemente marginale, ma che apre a un nodo cruciale: come ridurre lāorganico senza modificare il sistema di promozioni e retrocessioni, che resterĆ invariato sia verso la Serie C sia dallāEccellenza?
Il nodo dei ripescaggi
La risposta della LND sarebbe tanto semplice quanto dirompente: stop automatico ai primi due ripescaggi.
In caso di mancata iscrizione o bocciatura definitiva di una o più società aventi diritto, i primi due posti vacanti non verrebbero colmati. Nessuna riammissione, nessun ripescaggio immediato.
Solo dal terzo posto libero in poi scatterebbe lāeventuale valutazione dei ripescaggi, secondo criteri e graduatorie giĆ note. Una scelta che segnerebbe una netta discontinuitĆ rispetto al passato, quando ogni casella vacante veniva quasi sistematicamente occupata.
Le conseguenze
Se confermata, la nuova linea avrebbe un impatto diretto su: societĆ retrocesse che speravano nel ripescaggio; club in difficoltĆ economica, chiamati a una maggiore soliditĆ gestionale; pianificazione sportiva di Eccellenza e Serie D.
Lāobiettivo dichiarato sarebbe quello di rendere la categoria più sostenibile e stabile, evitando forzature sugli organici e responsabilizzando maggiormente le societĆ .
La riforma non ĆØ ancora ufficiale, ma i segnali sono chiari: la Serie D che conosciamo ĆØ destinata a cambiare.

