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Folgore, Liberatore e Cristofari ti riscrivono la storia! Patron e tecnico (e calciatori) gli assi biancazzurri

Il trainer Cristofari abbracciato da Ferri-LND Abruzzo

Nella Folgore vincitrice della Coppa Italia di Eccellenza, al di là dei calciatori, c’è molto di Gabriele Liberatore e Remigio Cristofari (senza dimenticare Omar Trovarello, uno che quanto a scegliere i calciatori ha pochi eguali). Diversi, ma uguali. Mai sopra le righe, lavoratori, con il patron anche in versione amuleto (ogni volta che va in panchina finisce bene).

Il patron, dopo aver riscritto la storia del Sambuceto, in silenzio, senza dimostrazioni plateali, si è ripetuto anche in biancazzurro portando, per la prima volta nella storia del club, la Coppa Italia al San Marco. Il triplice fischio di De Iulis è coinciso con il punto più alto sinora mai raggiunto dal sodalizio biancazzurro. Un plauso, permettercelo, al tecnico di Civitella del Tronto. Arrivato in punta di piedi, dopo l’addestramento in quel di Villa Torre (oltre ad una Coppa Italia, una semifinale e una finale play off), attraverso il lavoro quotidiano (supportato dal fido Bilanzola e dal secondo Spinozzi), ha plasmato la squadra, arrivata oggi a 12 risultati utili di fila, a sua immagine e somiglianza. Dal 2020, anno del successo con la Torrese (c’era anche Ferri al centro della terza linea giallorosa), al 2025, da Petronio a Kako, un comun denominatore: il lavoro.

“La vittoria di oggi è la giusta ricompensa per i tanti sacrifici fatti – ha esordito quasi commosso proprio il patron, Liberatore. “In campo – ha aggiunto – nonostante avessimo di fronte una squadra fortissima, ben allenata, si è vista la voglia di vincere della Folgore. Vittoria meritata“. Pensiero sugli avversari:“Quando si arriva in finale, a prescindere dal risultato che ne viene fuori, vuol dire che si è lavorato bene. Auguro al San Salvo di poter arrivare più in alto possibile in campionato”.

“La squadra ha resentato la perfezione – il primo commento del trainer Cristofari. Soprattutto nel primo tempo – ha spiegato – i calciatori hanno messo in pratica tutto il lavoro della settimana. Ringrazio uno ad uno i ragazzi. Nel secondo tempo – ha poi proseguito – il San Salvo si è reso pericoloso su palla inattiva, ma, al di là della traversa colpita dopo un tocco di Kako, il nostro portiere non ha corso seri pericoli”. Sul collega Piccioni:“Walter è un amico – ha tenuto a sottolineare. “Il lavoro che sta facendo è sotto gli occhi di tutti”.

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