Fucili verso l’addio dopo Pomezia, spunta il nome di Palladini: tifosi sul piede di guerra
Un’altra domenica nera, un’altra ferita profonda. La sconfitta per 3-1 sul campo dell’UniPomezia potrebbe aver segnato il punto di non ritorno nella stagione de L’Aquila 1927. I rossoblù scivolano quasi definitivamente fuori dalla corsa al primo posto e in città, così come sulle principali testate online, prende sempre più corpo l’ipotesi di un nuovo ribaltone in panchina.
Michele Fucili non si è presentato nel post gara e il silenzio pesa come un macigno. Secondo quanto filtra dall’ambiente rossoblù, l’esonero potrebbe essere ufficializzato nelle prossime ore. La società riflette, numeri alla mano, su una scelta che avrebbe del clamoroso ma che appare sempre meno rinviabile.
I dati raccontano di un confronto quasi in equilibrio con la precedente gestione:
- Media punti: 1,89 Pochesci – 1,86 Fucili
- Percentuale vittorie: 56% Pochesci – 57% Fucili
- Pareggi: 22% – 14%
- Sconfitte: 22% – 29%
- Gol fatti/subiti: 2,11/1,33 contro 1,71/1,14
Numeri che evidenziano come la fase difensiva sia stata appena ritoccata, mentre l’attacco si è impoverito in modo evidente, perdendo quasi mezzo gol a partita. Ma più dei numeri, a preoccupare è l’involuzione del gioco nelle ultime settimane: L’Aquila ha faticato – o addirittura fallito – contro squadre di bassa classifica come Castelfidardo, Chieti e UniPomezia, raccogliendo pareggi deludenti e una sconfitta pesantissima.
Per il futuro prende quota un nome importante: Ottavio Palladini, ex tecnico della Sambenedettese, capace di riportare i rossoblù marchigiani in Serie C. Una pista affascinante ma complessa: Palladini (sarebbe il terzo allenatore dell’Aquila nella stagione attuale) è ancora legato contrattualmente alla Samb e il suo ritorno dipenderebbe anche dalle dinamiche interne al club marchigiano, dove non è escluso un nuovo cambio in panchina. Filippo D’Alessio subentrato a Ottavio Palladini il 1 dicembre è sotto osservazione e non è escluso che posso tornare in panchina proprio Palladini.
Intanto il clima in città è rovente. Il popolo rossoblù è esasperato: sui social la contestazione è quotidiana e prende di mira soprattutto la società, – il Diesse Rossini, il D.G. Bernardini nonchè i Moscardelli e lo stesso presidente Baiocco- accusati, i primi, di non essere più all’altezza di una piazza storica e ambiziosa come quella di L’Aquila e i secondi di sceglie dirigenti non all’altezza.
Sui social è rimbalzata la notizia di un incontro pubblico previsto per questa sera alle ore 20 allo stadio: una vera e propria agorà dei tifosi, pensata come momento di confronto aperto sul presente e sul futuro della “Squadra della gente”.
L’iniziativa sembrerebbe nascere in modo informale dai tifosi rossoblù che, tramite l’Aps Aquile rossoblù gestiscono la società.
L’Aquila è a un bivio. E questa volta non solo sul campo.

