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Gir.A.Ortygia, rimonta al cardiopalma: Venditti gela un Nereto in crisi di nervi

Una partita dai due volti, decisa dal carattere e dagli episodi. Al triplice fischio, il verdetto del campo premia l’Ortygia, capace di ribaltare lo svantaggio iniziale e strappare tre punti d’oro in pieno recupero. Per il Nereto, invece, resta l’amaro in bocca di una gestione del vantaggio che definire problematica è un eufemismo.

Il film della gara

La sfida si sblocca subito: al 14′ del primo tempo è Di Sante a portare avanti i vibratiani, siglando lo 0-1 che permette agli ospiti di chiudere la prima frazione in controllo. Nella ripresa, però, la musica cambia. L’Ortygia alza il ritmo e al 59′ trova il pareggio grazie a una prodezza di Di Girolamo, autore di un fendente a incrociare sul palo opposto che non lascia scampo al portiere.

Di Sante (Nereto) ph.Nereto Calcio

Il Nereto prova a reagire e va vicinissimo al nuovo vantaggio con il neo entrato Rotta, che colpisce un legno clamoroso oltre la metĂ  del secondo tempo. Ma il destino della partita si compie al 92’: sugli sviluppi di un calcio piazzato, si accende una mischia furibonda in area neretese; il piĂą lesto di tutti è Venditti, che in versione rapace d’area firma il 2-1 definitivo facendo esplodere la gioia di casa.

Il post-partita: facce opposte

Edmondo De Amicis (Nereto): “Mi vergogno”

Le parole nel post-gara sponda Nereto sono macigni. De Amicis non usa giri di parole: “Non meritiamo tutto questo affetto. Questa squadra, con i giocatori che ha, non sa reggere l’urto e non sa gestire il risultato. Mi vergogno per i tifosi e per la societĂ  che ci mette a disposizione tutto. Evidentemente io non riesco a farmi capire.”

Passo avanti per la salvezza”

Di tutt’altro umore il tecnico di casa D’Agostino, che si gode la reazione dei suoi ma tiene i piedi per terra: “Vittoria fondamentale. Guardando la classifica e il ritmo delle prime due, credo che anche chi punta ai play-off debba guardarsi le spalle. La quota salvezza è alta, forse 40 punti non basteranno, non possiamo stare tranquilli.”

Una classifica spaccata

I numeri confermano l’analisi dei protagonisti. Se in vetta il campionato sembra “chiuso” con le prime che hanno toccato quota 60 punti (e un abisso di 21 lunghezze tra la seconda e la terza), la lotta per non affogare è piĂą viva che mai. Tra la terza posizione e la zona play-out corrono appena 12 punti: un fazzoletto di terra dove ogni errore, come quello del Nereto oggi, rischia di costare carissimo.