Non c’รจ un attimo di sosta per la Rosetana. Dopo il teso 0-0 nello scontro al vertice contro lโAvezzano di soli sei giorni fa, che ha lasciato invariati gli equilibri per il primato in campionato, i biancazzurri sono chiamati a resettare tutto. Domani, alle 15:30, il fischio dโinizio della finalissima di Coppa Italia di Promozione: un trofeo che puรฒ dare una sterzata decisiva all’entusiasmo della stagione.
Il tecnico Matteo Lamedica non nasconde le insidie di un match che arriva nel cuore di un tour de force estenuante, ma vede negli occhi dei suoi ragazzi la scintilla giusta.
Lโavversario: “Squadra rognosa e organizzata”
Lamedica analizza con luciditร i rivali di domani, sottolineando come la classifica e il percorso recente parlino chiaro sulla qualitร dell’avversaria:
โAffrontiamo una squadra rognosa, che gioca con spensieratezza e attraversa un momento di forma grandioso, venendo da 5 o 6 risultati utili consecutivi. Hanno nomi importanti, occupano il quinto posto in campionato e sono alla loro seconda finale di Coppa negli ultimi anni. ร una societร organizzata, costruita per competere per traguardi importanti.”
Gestione delle energie e “fame” di vittoria
Il mese di Marzo รจ stato un vero e proprio calvario sportivo per la Rosetana, con scontri diretti che hanno prosciugato il serbatoio fisico e nervoso della squadra. Il tecnico, tuttavia, punta tutto sulla reazione caratteriale:
โVeniamo da un mese molto impegnativo contro squadre di livello che ci hanno tolto energie fisiche e mentali.”
Dovremo essere bravi a farci trovare pronti e, soprattutto, piรน cattivi sotto porta. ร un aspetto che ci sta mancando ultimamente.”
“Abbiamo lavorato bene in settimana. I ragazzi hanno fame e mi aspetto una grande voglia di andare a vincere questa coppa.”
Analisi tattica: Ritrovare il gol per la storia
Se la soliditร difensiva รจ stata confermata nello scontro con l’Avezzano, la parola d’ordine per la finale รจ concretezza. In una sfida secca, dove i margini d’errore sono minimi, la capacitร di trasformare le occasioni create diventerร il discrimine tra il sollevare il trofeo o restare con il rimpianto.

