Divergenze con la proprietà sui pagamenti agli stipendi: “Avevo iniziato a saldare i calciatori, ma il metodo non è stato condiviso. Questo non è il mio modello di calcio”.
L’avventura di Gianni Paris a Chieti F.C. 1922 è già ai titoli di coda. Dopo appena pochi giorni dall’ingresso nel club neroverde, l’avvocato ha deciso di interrompere il rapporto con la società a causa di divergenze ritenute insanabili con la proprietà.
A spiegare le ragioni della scelta è stato lo stesso Paris, che ha raccontato di aver iniziato a intervenire personalmente per cercare di sanare alcune pendenze economiche con la squadra. L’idea era quella di procedere con pagamenti settimanali ai calciatori, partendo dagli under, con versamenti di circa 5.500 euro a settimana per iniziare a ridurre gli arretrati.
Il piano, però, si è improvvisamente fermato. Paris ha infatti riferito di aver scoperto che i pagamenti erano stati bloccati dalla proprietà. Una decisione che sarebbe stata motivata dal timore che il metodo adottato – pagamenti progressivi settimana dopo settimana – potesse creare malcontento all’interno dello spogliatoio.
Una spiegazione che non ha convinto l’ex dirigente dell’Avezzano, il quale, preso atto dell’impossibilità di proseguire secondo le modalità da lui proposte, ha scelto di farsi da parte nonostante le risorse già messe a disposizione.
“Dispiace per il Chieti e per la città – ha spiegato – ma questo non è il mio modello di calcio”.
Una rottura improvvisa che riaccende inevitabilmente interrogativi sul momento societario del club teatino.

