Reduce dal prestigioso riconoscimento come miglior allenatore della Serie D assegnato dal Dipartimento Interregionale della LND in collaborazione con Corriere dello Sport e Tuttosport, Simone Seccardini traccia il bilancio di una stagione storica per l’Atletico Ascoli. Il tecnico bianconero ripercorre il percorso di crescita del club, culminato con la conquista dei playoff, e guarda alla prossima stagione tra ambizioni, programmazione e riflessioni sul proprio futuro. Senza sbilanciarsi sulle numerose voci di mercato, Seccardini conferma il forte legame con la società, sottolineando però la necessità di definire strategie e obiettivi prima di pianificare il nuovo corso.
Mister, la stagione appena conclusa è stata straordinaria e il suo lavoro è stato riconosciuto anche con il prestigioso premio promosso dal dipartimento interregionale della LND insieme al Corriere dello Sport e Tuttosport come miglior tecnico per la stagione appena conclusa. Come valuta il percorso di crescita compiuto dall’Atletico Ascoli in Serie D e quali obiettivi si pone, a livello personale e di squadra, per la prossima stagione?
Ricevere questo premio è motivo di grande orgoglio, ma lo considero soprattutto il riconoscimento del lavoro svolto da una società, uno staff e un gruppo di calciatori che in questi anni hanno condiviso una visione precisa. Nessun allenatore vince premi da solo.
Il percorso dell’Atletico Ascoli credo sia stato importante. Tre anni fa abbiamo ereditato una squadra ultima in classifica dopo nove giornate e siamo arrivati a un punto dai playoff. L’anno successivo abbiamo consolidato la categoria e quest’anno siamo riusciti a raggiungere il miglior risultato della storia del club in Serie D, conquistando i playoff. Al di là del piazzamento, ciò che mi rende più soddisfatto è aver costruito un’identità riconoscibile e un ambiente capace di valorizzare giocatori, idee e persone.
Per quanto riguarda il futuro, penso che ogni stagione debba essere affrontata con l’obiettivo di migliorare quella precedente. A livello personale voglio continuare a crescere come allenatore e come uomo di sport, mentre a livello di squadra credo che la sfida sia mantenere alta l’asticella delle ambizioni senza perdere quei valori che ci hanno permesso di arrivare fin qui.
Il suo contratto con l’Atletico Ascoli è in scadenza il 30 giugno 2027. Da un punto di vista tecnico, si sta già confrontando con il direttore sportivo per programmare il futuro e individuare i profili giusti per rafforzare ulteriormente la rosa in vista del prossimo campionato?
In questo momento credo sia corretto distinguere ciò che è certo da ciò che è ancora da definire. Il mio contratto con l’Atletico Ascoli è in essere e il rapporto con il direttore sportivo Mario Marzetti e con la società è sempre stato improntato alla massima trasparenza e collaborazione.
Detto questo, prima di parlare di programmazione tecnica credo sia necessario che vengano chiariti alcuni aspetti legati al futuro e alle strategie del club. Solo dopo aver definito il quadro generale sarà possibile affrontare nel dettaglio discorsi relativi alla costruzione della rosa e agli obiettivi della prossima stagione.
Quando si programma una squadra non basta individuare i giocatori giusti: bisogna prima avere una visione chiara del percorso che si intende intraprendere. È da lì che nasce ogni scelta tecnica.
Dopo gli ottimi risultati ottenuti e le attestazioni di stima ricevute nel corso della stagione, vero il contratto in essere, ma ha avuto contatti o proposte da altre società di Serie D o anche di Serie C interessate ad affidarle un progetto tecnico importante? Oppure la sua volontà è quella di proseguire il percorso intrapreso con l’Atletico Ascoli?
Nel nostro ambiente è normale che, dopo una stagione positiva, possano esserci apprezzamenti, manifestazioni di interesse o semplici confronti. Fa parte del calcio e significa che il lavoro svolto viene osservato e valutato.
Per correttezza, però, preferisco non entrare nel merito di eventuali contatti o situazioni che non abbiano carattere ufficiale. Oggi la realtà è che sono legato all’Atletico Ascoli da un contratto e che il mio futuro passerà inevitabilmente da valutazioni condivise con la società.
Non ho mai ragionato in funzione della categoria o del nome della piazza. Quello che mi interessa è il contesto: persone, valori, progettualità e possibilità di crescita. Ho l’ambizione di confrontarmi con sfide sempre più importanti, ma allo stesso tempo credo che ogni scelta debba essere coerente con il percorso costruito fino ad oggi.
Quando arriverà il momento di prendere una decisione, lo farò con serenità, responsabilità e rispetto verso tutte le parti coinvolte.

