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L’Aquila Andreucci si presenta:”Squadra propositiva, ma serviranno umiltà e compattezza”

Il nuovo tecnico rossoblù si presenta e lancia il progetto della “generazione di mezzo”. Pelliccioni: “Abbiamo scelto l’uomo giusto per questa piazza”

È il giorno delle presentazioni in casa L’Aquila. Dopo l’ufficializzazione delle scorse settimane, il club rossoblù ha presentato il duo composto dal direttore sportivo Alfio Pelliccioni e il nuoov tecnico Antonio Andreucci, chiamati a guidare il progetto sportivo della prossima stagione.

Un incontro che ha permesso di delineare idee, strategie e obiettivi di una squadra che si appresta a cambiare volto.

Ad aprire la conferenza è stato il direttore sportivo Pelliccioni, che ha spiegato le ragioni della scelta del nuovo allenatore.

“Abbiamo valutato diversi profili, ma alla fine abbiamo deciso di puntare su Antonio Andreucci perché lo riteniamo il tecnico più adatto a questa piazza. Ha esperienza, conosce perfettamente la categoria e nella sua carriera ha vinto campionati importanti. Tutti elementi che ci hanno convinto a fare questa scelta”.

Pelliccioni ha poi sottolineato l’importanza della costruzione della nuova rosa, con particolare attenzione ai giovani.

“In Serie D il contributo degli under è fondamentale e dovremo lavorare molto bene anche sotto questo aspetto. La squadra sarà quasi completamente rinnovata e l’obiettivo è costruire un gruppo competitivo e con prospettive importanti”.

Andreucci: “Nel calcio moderno serve aggressività”

Determinato e diretto, Antonio Andreucci ha subito chiarito quale sarà l’identità della sua squadra.

“Oggi nel calcio, se non sei aggressivo, non vai da nessuna parte. Vogliamo essere una squadra propositiva, capace di fare la partita quando possibile, ma senza dimenticare che esistono anche gli avversari. Non si può pensare di avere il possesso del pallone per tutta la gara”.

Il tecnico ha poi richiamato un concetto che considera fondamentale per raggiungere risultati importanti.

“Bisogna costruire una squadra umile e compatta. Solo attraverso il lavoro quotidiano si possono creare le basi per una stagione vincente. Io vivo ogni esperienza a 360 gradi e quando accetto un progetto mi dedico totalmente alla causa”.

Modulo e identità tattica

Sul piano tattico Andreucci non si è sbilanciato troppo, lasciando aperte diverse soluzioni.

“Partiremo da un sistema con difesa a quattro e tre centrocampisti, poi valuteremo le caratteristiche degli uomini che avremo a disposizione. A me piace il trequartista che corre, che si sacrifica e che abbia determinate qualità sia tecniche che caratteriali”.

Il progetto della “generazione di mezzo”

Tra i temi più interessanti affrontati dal nuovo allenatore c’è quello relativo alla composizione anagrafica della rosa.

Andreucci ha infatti evidenziato come, nella passata stagione, fosse presente una marcata distanza tra i giocatori più esperti e i più giovani. Da qui l’idea di costruire una cosiddetta “generazione di mezzo”, composta da calciatori nel pieno della maturazione calcistica.

“Penso che avere una fascia intermedia ben rappresentata sia un grande vantaggio. Quando il gruppo è più equilibrato dal punto di vista anagrafico si lavora meglio sulla comunicazione, sulle relazioni e sulla crescita collettiva. È un aspetto che considero molto importante nella costruzione di una squadra”.

Un concetto che lascia intravedere la direzione intrapresa dal club: un mix di esperienza, giovani di prospettiva e giocatori nel pieno della loro maturità sportiva per riportare L’Aquila ai vertici del campionato.

Simpatico siparietto in apertura di conferenza

Ad alleggerire l’atmosfera in apertura di conferenza ci ha pensato un simpatico scambio di battute tra il direttore sportivo Alfio Pelliccioni e la giornalista Daniela Rosone de Il Centro e Rete8.

Con il sorriso, Pelliccioni ha punzecchiato i cronisti presenti in sala: «I giornali scrivono anche quando non hanno le notizie, però va bene lo stesso…». Una battuta accolta con ironia dalla stessa Rosone, che non si è lasciata sfuggire l’occasione, poco dopo, per replicare con altrettanta cordialità: «Fare dei nomi, soprattutto quando c’è il massimo riserbo, fa parte del nostro lavoro. Ovviamente il direttore stava scherzando e magari avrà anche le sue ragioni, ma anche noi dobbiamo fare il nostro mestiere».

Un siparietto leggero e divertente che ha strappato qualche sorriso ai presenti, mettendo in scena il confronto, sempre nel segno della simpatia, tra un autentico romagnolo e una verace giornalista professionista aquilana prima di entrare nel vivo dei temi legati al futuro rossoblù.