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Poggio degli Ulivi: le precisazioni della RC Angolana

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Poggio degli Ulivi: ora parla la RC Angolana. Il club nerazzurro, in attesa della sentenza fissata per il 30 luglio, attraverso un comunicato, ha tenuto a fare delle precisazioni. Scopriamole insieme.

In relazione alle recenti notizie di cronaca, la Renato Curi Angolana S.r.l. – S.S.D. rende pubbliche le seguenti precisazioni, fondate su atti e provvedimenti pubblici, anche in risposta alle dichiarazioni del legale della Prosport Adolfo De Cecco S.r.l. diffuse nei giorni scorsi. 1. Occorre anzitutto rovesciare la rappresentazione offerta: il “Poggio degli Ulivi” è stato chiuso perché l’immobile si è rivelato inagibile e in parte abusivo. Con ordinanza del Sindaco di Città Sant’Angelo n. 56 del 10 giugno 2026 è stata sospesa la licenza di agibilità rilasciata nel 2009 alla stessa Prosport ed è stato vietato l’utilizzo dell’intero complesso per gravi criticità strutturali e impiantistiche oltre che per veri e propri abusi edilizi. Si tratta di carenze e difformità preesistenti e del tutto indipendenti dalla gestione della società sportiva, riconducibili alla proprietà e alla concedente l’affitto, ragione per la quale la Renato Curi Angolana ha eccepito l’inadempimento. La stessa inagibilità è del resto documentata da un atto pubblico: il verbale della Commissione di Vigilanza comunale che dichiara inagibile il “Poggio degli Ulivi”, acquisito agli atti della stessa liquidazione giudiziale e allegato al verbale di ricognizione redatto dal curatore in data 9 giugno 2026. È questo – e non un preteso “mancato pagamento” – il fatto che ha determinato i “sigilli” al “Poggio”. 2. Le gravi irregolarità, tra cui gli abusi edilizi, sono per di più emerse perché è stata la stessa Renato Curi Angolana a denunciarle alle autorità competenti, così provocando i controlli. La società ha anteposto la sicurezza di atleti, famiglie e pubblico – e in primo luogo dei duecento ragazzi della propria scuola calcio – a ogni altro interesse, incluso quello alla prosecuzione dell’attività nell’impianto, e ciò nonostante avesse ripetutamente sollecitato per iscritto la Prosport ad attivarsi ed avesse avviato delle azioni giudiziarie. Nessuno degli attori coinvolti, del resto, può oggi dirsi ignaro dello stato dell’immobile: lo stato effettivo dei luoghi e dei beni era da tempo noto a tutte le parti, a partire dalla Prosport, ed agli Enti preposti che ivi hanno svolto plurumi accessi. La Renato Curi Angolana ha agito, sotto ogni profilo, con piena trasparenza verso le autorità. 3. In merito alle insinuazioni su un intero anno trascorso all’impianto senza adempiere ai pagamenti, si precisa che in quello stesso anno la Renato Curi Angolana ha investito nell’impianto oltre 700.000 euro, documentati da contratti e fatture: rifacimento del campo principale, impianto di illuminazione, manutenzioni straordinarie eseguite anche in luogo della proprietà. Che siano stati realizzati dalla società, e non dalla proprietà, lo conferma lo stesso verbale del curatore del 9 giugno 2026, in cui è messo a verbale che il campo in erba sintetica e la tensostruttura nel parcheggio sono stati acquistati e realizzati dalla Renato Curi Angolana. 4. Il credito vantato dalla Prosport è integralmente contestato: è oggetto di due giudizi civili promossi dalla società dinanzi al Tribunale di Pescara e la sentenza di apertura della liquidazione giudiziale è impugnata con reclamo alla Corte d’Appello di L’Aquila, con contestuale istanza di sospensione e prossima udienza fissata per il 30 luglio 2026. Non sussiste alcuno “grave stato di decozione” della Renato Curi Angolana che ha sempre contestato le richieste della Prosport. La vicenda è interamente sub iudice e la diffusione di affermazioni di segno opposto, mentre i giudizi sono pendenti, è gravemente lesiva dell’immagine della società. 5. Nessun intervento, nel medesimo periodo, risulta invece eseguito dalla Prosport sulle componenti che il contratto di affitto poneva espressamente a suo carico – centrale termica, cabina elettrica, gruppo elettrogeno – cioè proprio gli impianti oggi giudicati pericolosi dagli organi di vigilanza, all’origine della chiusura del “Poggio”. A ciò si aggiungono i contenziosi sul contratto di leasing relativo all’immobile: la Prosport non ne ha onorato le scadenze e la società concedente ViViBanca S.p.A. ha risolto il contratto per conclamata morosità già nel novembre 2025, per oltre 5 milioni di euro. Di tale risoluzione la Prosport non ha mai informato la Renato Curi Angolana, che lo ha appreso soltanto quando la ViViBanca ha agito direttamente nei suoi confronti per ottenere il rilascio del complesso. Chi ha alimentato e messo in sicurezza l’impianto è la Renato Curi Angolana; i fatti che ne hanno determinato la chiusura hanno origini ben diverse e del tutto estranee alla società sportiva. 6. Per anni il “Poggio degli Ulivi” è stato frequentato, quali spettatori, calciatori, tecnici e fisioterapisti, da professionisti qualificati: ingegneri, architetti, commercialisti, medici, amministratori e dirigenti pubblici. Vi si è allenato il Pescara con la prima squadra e nessuno ha mai segnalato anomalie né presentato esposti: a far emergere le gravi irregolarità, comprese quelle edilizie, è stata soltanto la denuncia spontanea della Renato Curi Angolana, a riprova della correttezza e della buona fede con cui la società ha sempre operato. 7. La Renato Curi Angolana ha appena concluso il campionato di Eccellenza al secondo posto, disputando i play-off, e custodiva una matricola tra l’altro delle più antiche d’Abruzzo, con una storia ultracentenaria. È un patrimonio sportivo e sociale dell’intera comunità di Città Sant’Angelo. La società, che ha agito con trasparenza, ha investito centinaia di migliaia di euro nella sicurezza e ha tutelato per prima la collettività denunciando le irregolarità altrui, confida nel pieno riconoscimento delle proprie ragioni in ogni sede e difenderà con fermezza, sino in fondo, il proprio onore, la propria storia e il proprio futuro sportivo. I danni provocati da questa vicenda sono stati pesanti, tanto per la comunità di Città Sant’Angelo quanto per la Società, privata dell’impianto in cui aveva investito e dove cresceva il settore giovanile di una intera provincia; eppure, nel momento del bisogno nessuno l’ha aiutata. La società è oggi in attesa della giustizia, con prossima udienza fissata per il 30 luglio 2026, e confida nell’autorità giudiziaria che, scevra da condizionamenti derivanti da rendite di posizione, possa effettivamente assumere una decisione coerente con i fatti e con il diritto