C’è un’idea di calcio che va oltre il novantesimo minuto, che non si esaurisce nel fischio finale della domenica ma si nutre quotidianamente di programmazione, passione e, soprattutto, di futuro. È la filosofia che respira la Sant’Omero Palmense alla vigilia di una nuova avventura in Promozione. Una stagione da affrontare con i piedi ben piantati a terra, ma con la testa rivolta a un progetto a lungo termine.
A tracciare la rotta, con grande lucidità e senza peli sulla lingua, è il dirigente Lorenzo Pompizi, che fotografa il momento del club tra ambizioni di campo e una profonda riflessione sullo stato di salute del calcio dilettantistico.
L’obiettivo sportivo per la prima squadra rimane chiaro ed equilibrato, nel segno della continuità: «Ripartiamo dall’entusiasmo della passata stagione. Ci aspetta un campionato di Promozione impegnativo, ma l’obiettivo è disputare un buon torneo, conquistare la salvezza il prima possibile e, allo stesso tempo, valorizzare qualche giovane», spiega Pompizi.
A dare ulteriore serenità all’ambiente è la qualità di chi siede dietro la scrivania e in panchina: «Abbiamo uno staff tecnico di prima fascia e questo mi rende fiducioso».
Tuttavia, il vero cuore pulsante del progetto del Sant’Omero è la cura del proprio vivaio, un tema che per Pompizi rappresenta una vera e propria missione, ma anche una battaglia controcorrente. Analizzando la mappa del campionato, il dirigente non nasconde una forte preoccupazione per la direzione intrapresa dal sistema calcio a livello locale.
«Se non erro, nel girone A di Promozione solo noi e il Silvi Castrum svolgiamo un’attività di settore giovanile. È un segnale evidente che il sistema presenta delle criticità», denuncia Pompizi con amarezza. Si tratta di un dato che dovrebbe far riflettere l’intero movimento abruzzese: la quasi totalità delle squadre preferisce non investire sulla base, spesso spaventata dai costi e dalla burocrazia. «L’ho già detto in passato e lo ribadisco con ancora più fermezza: il mondo federale dovrebbe tutelare chi investe nella crescita dei giovani, mentre oggi, purtroppo, accade spesso il contrario e queste società finiscono per essere penalizzate».
Nonostante un vento federale che soffia spesso nella direzione opposta, la società vibratiana non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro. Anzi, la risposta della Sant’Omero Palmense alle difficoltà del sistema è un rilancio in piena regola, che punta sulla competenza e sull’espansione territoriale.
«Stiamo investendo molto nel settore giovanile, soprattutto nella qualità dei tecnici», sottolinea il dirigente, convinto che solo attraverso istruttori qualificati si possa fare la differenza. Per il club, d’altronde, non si tratta di una semplice bandiera da sventolare: «Crediamo nei giovani non solo per una questione di valori, ma anche perché rappresentano l’unica strada davvero sostenibile per garantire un futuro al calcio dilettantistico».
I confini di questo progetto, peraltro, sono destinati ad allargarsi ben oltre i limiti comunali per abbracciare un intero comprensorio. Il sogno, ormai quasi realtà, è quello di creare un polo calcistico di riferimento per l’intera vallata: «Abbiamo in mente altri progetti di sviluppo sul vivaio che presto attueremo. Vogliamo svilupparlo in tutta la Val Vibrata», conclude Pompizi.
In un calcio dilettantistico che troppo spesso vive alla giornata, la Sant’Omero Palmense sceglie così di guardare lontano. La sfida è lanciata: vincere sul campo, crescere fuori e dimostrare che il futuro appartiene ancora a chi sa coltivarlo.

