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Meuccio Di Santo:”Il calcio mi ha dato emozioni. Tornare al San Salvo? Ai biancazzurri non direi mai di no”

Esperienza, competenza, ma soprattutto persona perbene. Nel suo biglietto da visita figurano 12 campionati vinti (tra la Terza Categoria e la Promozione), una Coppa Italia di Promozione e una finale in quella di Eccellenza, senza dimenticare le 4 partecipazioni ai play off di Eccellenza (due fasi nazionali) e la vittoria di sei Coppe Disciplina. Parliamo del ds, Meuccio Di Santo (nella foto Noixvoi24), personaggio conosciuto nel panorama calcistico sansalvese, e non solo. Intervenuto ad Atuttocalcio.tv, il dirigente, ha riavvolto il nastro della sua carriera, durante la quale ha militato anche nel Settore Giovanile del Lanciano e nella Pro Vasto, allora in Serie C2, del presidente Crisci. Di Santo ha poi risposto ad alcune nostre domande. Scopriamo cosa ha detto.

Direttore, in tanti anni di calcio qual’è stata la soddisfazione più grande?

Il calcio mi ha dato tanto, soprattutto sotto il profilo delle emozioni. Nel mio piccolo credo di essermene tolte diverse. Tra le più importanti, sicuramente, la trattativa per portare Morrone al Napoli di Maradona“.

Di Santo, che rapporto ha avuto con gli allenatori. E che ricordo ne conserva?

Nel calcio, come nella vita, ho sempre avuto rispetto per i ruoli e, partendo da questo presupposto, il rapporto con tutti è stato ottimo. Ho sempre diviso l’uomo dal ruolo e, a riguardo, non posso non citare i vari Nicola Di Santo, Fabio Iodice, Bruno Taverna, Nicola Marcello, Vito Romeo, Tonino Torti (volpe grigia) e Antonio Mecomonaco. Da essi, in primis a livello umano, ho ereditato tanto”.

Tra i dirigenti?

Ho avuto la fortuna di avere alle spalle personaggi di elevata caratura morale come Mimmo Crisci, ai tempi della Pro Vasto, l’Avvocato Giovanni Cerella, Tonino Pasquarelli, Chiacchia e Antonello Cerella. Importanti sono stati anche Tommaso Tumini, Valentino Paganelli, Antonio Di Petta, Tonino Cilli e Daniele Del Re. Ultimo, non per importanza, Franco De Meis a Capistrello. Quest’ ultimo, conoscitore di calcio, mi è stato sempre vicino”.

Segue il campionato di Eccellenza? Quale compagine vede favorita per il salto di categoria?

“Certamente. Vado ogni Domenica sui campi della regione. Oltre le formazioni della mia zona, Virtus Cupello, Bacigalupo, Pro Vasto e San Salvo, ho visto più volte visto Santegidiese e RC Angolana. Quest’ultime, insieme al Lanciano, lotteranno sino alla fine del campionato per la conquista della Serie D”.

A proposito delle squadre del territorio, che idea si è fatto del percorso che hanno fatto registrare?

“Circa il San Salvo, posso dire ottima. Apprezzo il lavoro di Piccioni e la società si sta mostrando compatta e ambiziosa. A mio avviso, ci sono gli ingredienti per fare bene e costruire qualcosa di importante. Bene anche la Virtus Cupello, con Peppino Di Francesco che, pur non avendo a disposizione budget altisonanti, sta dimostrando, ancora una volta, di saperci fare. Bacigalupo giusto mix tra giovani ed esperti, con una buona base sulla quale poter lavorare. Pro Vasto? Non conosco le dinamiche interne, spero però che riesca a centrare la salvezza”.

Ha citato il San Salvo. Che ricordi ha dei trascorsi in biancazzurro?

“Bellissimi. Da sansalvese, e non potrei mai mentire, questi colori li porto nel cuore. Conservo nella mente immagini indelebili”.

È vero che si è commosso quando è tornato a vedere i biancazzurri?

Certo. Grazie al Co-Presidente del club, Enzo D’Aloisio, che mi ha invitato allo stadio, dopo anni, sono tornato al “Tomeo“. Nel vedere l’attaccamento alla squadra dei tifosi e il calore della gente non sono riuscito a trattenere le lacrime”.

Tornerebbe a lavorare per il San Salvo?

“I matrimoni, come si dice, si fanno sempre in due. Ma al San Salvo non potrei mai dire di no”.

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