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L’Ovidiana tuona:”Con la Fucense offesa la dignità di calciatori, club, tifosi e città”

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A seguito della gara tra ASD Ovidiana Sulmona e ASD Fucense Trasacco disputata nel pomeriggio di ieri e valevole per la 7^ giornata del campionato di Eccellenza, intendiamo manifestare profondo sdegno e indignazione per una direzione arbitrale che ha oltrepassato i limiti dell’errore umano, trasformandosi in un vero e proprio scempio sportivo. Per rispetto dei nostri tifosi, dei nostri tesserati e di un’intera città che sostiene con passione la squadra, riteniamo doveroso denunciare con chiarezza quanto accaduto sul terreno del “F. Pallozzi”, dove la gara è stata stravolta da decisioni inspiegabili, unilaterali e determinanti come quelle di seguito elencate:1.

Primo tempo (risultato di 1-0) concesso gol irregolare per doppio fallo sul difensore e portiere. Un lancio innocuo proveniente dal lato destro dell’attacco della Fucense e diretto a centro area viene conteso tra l’attaccante M. Blanco e il portiere biancorosso Gonzalez (M. Blanco si libera del difensore biancorosso Marcelli spintonandolo con due mani. Approfittando dell’appoggio del difensore, salta per contendere il pallone al portiere che è in netto vantaggio. Gonzales arriva con un pugno sul pallone e Blanco gli frana addosso abbattendolo. L’estremo difensore biancorosso cade a terra e il pallone respinto dal portiere (come dimostra la direzione della palla) finisce tra i piedi dell’accorrente Mielle che deposita in rete a porta vuota (foto 6). Questo episodio basterebbe da solo a rappresentare la misura di una direzione arbitrale inaccettabile ma è solo l’inizio!

Primo tempo (risultato di 1 a 1) – mancato provvedimento disciplinare per Mielle (già ammonito) per fallo su Barlafante che riparte in velocità e Mielle, già ammonito precedentemente, commette un evidente fallo da tergo abbattendo l’esterno biancorosso che ha il possesso della palla: si tratta di un intervento da chiara seconda ammonizione, inspiegabilmente ignorato.

Secondo tempo (risultato di 1 a 2) – mancata concessione di un calcio di rigore per fallo di Di Gianfelice in area che si disinteressa del pallone e impedisce la giocata a Padovani. Clamoroso rigore negato all’Ovidiana per fallo su Padovani che su un cross proveniente da sinistra è davanti all’avversario. L’attaccante viene spinto nettamente dal difensore della Fucense Di Gianfelice che si disinteressa del pallone e lo sposta impedendogli la giocata. Il pallone verrà poi respinto da M. Blanco mentre Padovani finirà a terra.

Secondo tempo (risultato di 1 a 2) – mancato provvedimento disciplinare di Zago per fallo su Barlafante parte in velocità sulla fascia destra e Zago, in colpevole ritardo e non preoccupandosi delle conseguenze della sua entrata, travolge l’avversario senza alcuna possibilità di prendere il pallone. Nessun provvedimento disciplinare per l’autore del fallo.

Secondo tempo (risultato di 1 a 2) – mancata concessione di un calcio di rigore per fallo di in area su Barlafante parte in velocità sulla fascia destra e salta Trabella che, in colpevole ritardo, entra da dietro sull’uomo e con la sua gamba destra colpisce la gamba sinistra di Barlafante che è davanti e finisce a terra. Come documentano le immagini, quello visto al “F. Pallozzi” non è stato semplicemente un arbitraggio infelice, ma una ferita profonda alla credibilità del campionato che inquina il principio stesso di equità sportiva. Non parliamo di episodi marginali, ma di errori evidenti e tutti nella stessa direzione, che hanno compromesso la regolarità dell’incontro e offeso il lavoro, la dedizione e la dignità dei nostri calciatori e dello staff tecnico, minando il patto fiduciario tra società, federazione e AIA che è alla base della partecipazione sportiva ai campionati.Nel gioco del calcio si intersecano vicende umane, sacrifici e impegni economici e una squadra non rappresenta solo un gruppo di giocatori, ma una città e una comunità che investono passione e risorse personali e chi è chiamato a dirigere una gara deve essere garante di equità e non elemento di distorsione del gioco: questo è il minimo che lo sport deve pretendere da sé stesso. L’Ovidiana Sulmona continuerà a difendere con orgoglio i propri colori e la storia calcistica ultracentenaria della città, ma pretendiamo rispetto. Per il gioco, per i nostri tesserati e per la città. Noi, è bene ricordarlo, siamo Sulmona e, così come abbiamo l’abitudine di rispettare tutto e tutti i protagonisti di questo Campionato, adempiendo agli obblighi verso Federazione e tesserati, abbiamo il dovere di tutelare gli atleti della nostra squadra e di difendere i nostri tifosi.

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