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Teramo, subito un ruggito da grande squadra: Maceratese travolta 0-3

All’Helvia Recina Pino Brizi i biancorossi di Pomante vincono con concretezza e personalità. Pavone apre, Carpani raddoppia con una giocata da applausi e Touré chiude i conti. Maceratese generosa e mai doma, ma punita dagli episodi e dalle ingenuità difensive.

Il primo messaggio del campionato arriva forte e chiaro dall’Helvia Recina Pino Brizi: il Teramo c’è.

La squadra di Marco Pomante espugna Macerata con un netto 0-3, al termine di una prestazione intelligente, concreta e da squadra di vertice. Il risultato, probabilmente, è troppo severo per una Maceratese mai doma, capace per larghi tratti di giocare alla pari e di creare le occasioni per riaprire la partita.

Ma nel calcio contano anche qualità, cinismo ed esperienza. E sotto questo profilo il Teramo ha dimostrato di avere qualcosa in più.

QUASI 2.000 SPETTATORI, GRANDE ATMOSFERA

Splendido il colpo d’occhio dell’Helvia Recina Pino Brizi, con quasi 2.000 spettatori, compresi circa 350 tifosi arrivati da Teramo.

Prima del fischio d’inizio il pubblico ha ricordato con affetto Franco Del Medico, storico tifoso biancorosso scomparso un mese fa.

Alfonsi deve fare i conti con diverse assenze e lancia dal primo minuto il classe 2008 Batassa sull’out mancino. Tra i padroni di casa anche gli ex Grillo e Baumwonspiller.

Sul fronte Teramo, invece, assenti lo squalificato Pietrantonio e l’infortunato Casciano. Dal primo minuto spazio anche a vecchie conoscenze del calcio regionale come De Santis, Carpani, Njambe e Pierfederici.

MACERATESE PERICOLOSA, MA PASSA IL TERAMO

Avvio su buoni ritmi nonostante il caldo torrido. Pampano prova a spaventare gli ospiti, mentre Njambe risponde con una punizione che termina alta.

Al 12’, però, la Maceratese costruisce la prima grande occasione della partita. Splendido spunto di Baumwonspiller, che scappa sulla destra e disegna un cross perfetto per Didio. Il colpo di testa è preciso, ma il pallone sfiora il palo.

La Rata sembra più brillante, ma a passare è il Teramo.

Al 18’, Njambe premia l’inserimento di Carpani, che mette in mezzo un pallone rasoterra. Sul secondo palo arriva Pavone, completamente libero: controllo, un attimo per prendere la mira e conclusione potente che non lascia scampo a Grillo.

1-0 TERAMO.

La Maceratese reagisce immediatamente e troverebbe anche il pareggio con Didio, bravo a risolvere una mischia sotto porta. Il direttore di gara, però, annulla per un fuorigioco segnalato dal primo assistente Foglietta di Foligno.

Una decisione che scatena le proteste dei padroni di casa.

Poi il caldo abbassa inevitabilmente i ritmi. Dopo una lunga interruzione per la sostituzione della bandierina del calcio d’angolo, si va all’intervallo con il Teramo avanti.

CARPANI, UNA GIOCATA DA APPLAUSI

La ripresa comincia nel modo peggiore possibile per la Maceratese.

Passano appena sei minuti e il Teramo trova il raddoppio con una giocata di grande qualità.

Azione palla a terra degli abruzzesi, poi arriva il capolavoro tecnico di Carpani. Il capitano si muove da vero pivot, aggira Ruggeri e, una volta dentro l’area, trova la conclusione vincente.

2-0.

La Maceratese accusa il colpo ma non si arrende. Simonelli ha l’occasione per riaprire la gara, ma calcia addosso a Cingolani, bravissimo nell’uscita a chiudere lo specchio.

Il Teramo, però, trova spazi invitanti in contropiede. Pavone sfiora il tris, mentre il neoentrato Diakite impegna severamente Grillo.

TOURÉ METTE IL LUCCHETTO ALLA PARTITA

Il terzo gol è soltanto rimandato.

A una manciata di minuti dall’ora di gioco, una clamorosa ingenuità della difesa maceratese spalanca la strada a Touré.

L’ex Samb approfitta della dormita della retroguardia, evita l’uscita di Grillo e deposita il pallone nella porta sguarnita.

0-3.

I giocatori della Maceratese protestano, lamentando un presunto fallo di mano dell’attaccante, ma il gol viene convalidato.

La partita, di fatto, finisce qui.

IL TERAMO MANDA UN SEGNALE AL CAMPIONATO

Nel finale c’è ancora tempo per il palo di Carpani e per le occasioni della Maceratese con Didio e Re, che cercano almeno il gol della bandiera senza riuscire a trovarlo.

Al triplice fischio arriva l’applauso delle due tifoserie.

La Maceratese esce sconfitta, ma non ridimensionata: lo 0-3 è probabilmente un passivo troppo pesante per quanto visto in campo. La squadra di Alfonsi ha mostrato coraggio e personalità, pagando però la differenza di qualità tra le due rose e alcune ingenuità difensive.

Il Teramo, invece, torna a casa con tre gol, tre punti e soprattutto una certezza: la squadra di Pomante ha già il passo della grande.

Il campionato è appena iniziato, ma il primo messaggio è arrivato. E non è certo passato inosservato.

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