Spettacolo e brividi al “Gran Sasso”: decide Chiarella nel finale, L’Aquila piega il Foligno 3-2
Spettacolo, emozioni fortissime e un finale da batticuore allo stadio “Gran Sasso d’Italia”. L’Aquila supera un ostico e mai domo Foligno per 3-2 al termine di una gara vibrante, spigolosa e ricca di colpi di scena, blindando così il primo posto in classifica e conservando il +1 di vantaggio sul Teramo, corsaro a Fossombrone. A decidere la contesa, quando il match sembrava destinato al pareggio, è una prodezza nel recupero di Chiarella, che fa esplodere i duemila sostenitori rossoblù.
La partita entra subito nel vivo. Dopo una fase di studio, al sedicesimo minuto è L’Aquila a sbloccare il punteggio: Gasperoni riceve un assist calibrato da Curatolo, si accentra con personalità e lascia partire un sinistro violento e preciso che si insacca sotto la traversa, gelando gli ospiti. Il Foligno, tuttavia, non si scompone e reagisce. Al ventesimo, sugli sviluppi di un corner, l’estremo difensore aquilano Inturri esce a vuoto, ma nessun attaccante umbro ne approfitta per il tap-in vincente. Gli ospiti continuano a premere e sfiorano il pari al 22’ con Sylla, il migliore dei suoi, che incorna di testa un lungo rinvio della retroguardia, mandando la palla di un soffio a lato. L’attaccante del Foligno ci prova ancora poco dopo con una pregevole conclusione al volo dal limite, alta di poco. Intorno alla mezz’ora è il Foligno a tenere il pallino del gioco, costringendo i padroni di casa sulla difensiva.
Nel finale di frazione (49’), clamorosa palla gol per i padroni di casa: un disimpegno errato della difesa umbra permette a Sparacello di involarsi a tu per tu con Stomeo. Il capocannoniere aquilano tenta il pallonetto a porta sguarnita, ma la sfera termina incredibilmente fuori.
Ripresa scoppiettante e girandola di emozioni
La seconda frazione si apre nel segno delle polemiche per la direzione di gara dell’arbitro Simone Gambin di Udine, reo di lasciar correre troppi contatti dubbi e di faticare a tenere in pugno i cartellini. Al 59’ L’Aquila va a un passo dal raddoppio: assist di Barnaba per Curatolo, il cui destro costringe Stomeo a un intervento prodigioso in tuffo basso.
Il Foligno, trascinato da uno straripante Sylla, trova però il meritato pareggio al 66’ grazie a un’azione personale sull’out di sinistra conclusa con freddezza. La reazione dei locali è immediata: al 69’ Sparacello impegna severamente Stomeo, ma è solo il preludio al nuovo vantaggio. Passa appena un minuto e L’Aquila rimette la freccia: incursione di Sparacello sulla sinistra, palla rasoterra per Campagna che, a due passi dalla linea di porta, non fallisce il tap-in del 2-1.
I rossoblù, però, peccano di lucidità nel chiudere l’incontro. Al 76’ il Foligno punisce le disattenzioni difensive locali trovando il 2-2: cross perfetto in area del capitano Khrinbech per l’inserimento di Niccolò Bellucci, che firma il nuovo pareggio. La tensione in campo sale ulteriormente, alimentata da nuove proteste sugli spalti del “Gran Sasso” per la gestione arbitrale, culminata nell’interruzione di un promettente contropiede orchestrato dal duo Campagna-Sparacello.
Il lampo di Chiarella fa gioire L’Aquila
Quando il match sembra incanalato sul pari, ecco l’episodio che spacca la partita. Al 90’, Chiarella si inventa una giocata straordinaria: vince un duello fisico resistendo a un’ennesima trattenuta e si invola in solitaria verso la porta avversaria, trafiggendo l’incolpevole Stomeo per il definitivo 3-2.
Dopo quattro minuti di recupero, il triplice fischio di un’insufficiente direzione arbitrale sancisce la fine delle ostilità. L’Aquila vince la sua battaglia ai punti, legittimando il successo con una prova di carattere e confermandosi, con pieno merito, la regina in vetta alla classifica.

