Una prova da vera grande squadra. Il Teramo cala il poker sul difficile campo del Fossombrone, espugnando il “Bonci” con un pirotecnico 2-4 e confermando il suo momento di stratosferico stato di forma. Per i biancorossi è il quarto successo consecutivo in campionato (il quinto complessivo considerando la Coppa Italia), una marcia trionfale che consolida il ruolo di vice-capolista dei ragazzi di mister Marco Pomante.
Un approccio sublime e l’uno-due nei primi tempi
La partita si mette subito sui binari giusti per il “Diavolo”. Nonostante la novità Caucci dal primo minuto (chiamato a sostituire l’acciaccato Pelosi), l’undici teramano scende in campo con una concentrazione e una cattiveria agonistica esemplari.
Dopo un avviso immediato certificato dal clamoroso auto-palo di Imbriola, la sblocca al quarto d’ora Pavone: Njambe inventa una delle sue giocate devastanti sulla fascia, conclude a rete trovando la risposta di Bianchini, ma sulla ribattuta il capocannoniere del girone è il più rapido a avventarsi sul pallone per lo 0-1.
I biancorossi gestiscono la contesa con personalitĂ , nonostante un metro arbitrale spesso di difficile comprensione che finisce per innervosire il clima del match. Poco prima dell’intervallo, il meritato raddoppio: Marconato imbecca in profonditĂ Carpani, il quale – favorito da un intelligente velo di Pierfederici – firma lo 0-2 con cui si va negli spogliatoi.
Ripresa scoppiettante: Njambe e Carpani chiudono i conti
Nella ripresa i marchigiani provano a riaprirla ridisegnandosi con il 4-3-1-2. La mossa produce effetti immediati: Imbriola accorcia le distanze sfruttando una respinta corta di Cingolani (1-2).
Ma il Teramo ha la stoffa delle grandi e non si scompone. Passano appena tre minuti e un superlativo Marconato recupera palla sulla trequarti costringendo Pandolfi al fallo da rigore. Dal dischetto Njambe è glaciale, spiazzando il portiere per l’1-3.
La partita resta comunque vibrante. Un mancino di Fabbri si stampa sulla traversa, preludio al successivo gol del Fossombrone firmato da Belloni, abile a profittare di un’indecisione difensiva biancorossa. I locali ci credono, ma i sogni di rimonta si infrangono prima sul cartellino rosso rimediato da Fabbri (espulso per un colpo proibito su Salustri), poi sulla zampata del definitivo 2-4 firmata ancora da Carpani, rapace d’area nel ribadire in rete un colpo di testa di De Santis stampatosi sul palo.
Nel finale il Teramo legittima ampiamente il successo, sfiorando ripetutamente la “cinquina” in contropiede con le folate di Njambe e Tourè prima del triplice fischio.

